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Curvy quando la bellezza ha qualche kg in più

Ossessionate dalle diete, regimi alimentari proibitivi, sensi di colpa: stop! Vi presentiamo una parola magica, “curvy” e, grazie ad una testimonianza (estratta da Vogue, 15 Settembre 2016), si comprenderà come la bellezza è possibile anche con qualche chilo in più

Curvy

Questa parola ormai da qualche annetto circola e sfila sulle passerelle. Una rivoluzione ideologica che sta per capovolgere e rivedere tutte le credenze e certezze acquisite da molto molto tempo. Cos’è la bellezza? Per molti l’immagine stereotipata è:

  • modella eterea
  • pelle quasi trasparente,
  • sguardo astratto e penetrante

Un’immagine ricca di contraddizioni eppure per molti anni, ritenuta icona del bello.

Oggi invece, fanno capolino modelle con delle forme, del carattere. La loro presenza si nota, come del resto, la loro sensualità. In un’ intervista Denise Bidot, modella curvy, afferma quanto:

“Sia assolutamente importante permettere alle persone di esprimere se stesse in maniera autentica”.

Quindi liberare le ragazze, che sognano di sfilare per le grandi firme, dai canoni e dalle ristrettezze imposte, significa dare loro la capacità di esprimersi su chi effettivamente sono. Ci sono convinzioni e preconcetti così radicati che molto spesso sbarrano la strada a chi ha voglia di mettersi in gioco. Sempre, Denise Bidot ricorda:

“Quando cresci in una famiglia di origine latino-americana, dove generalmente le donne sono abbastanza formose, non ti viene in mente di diventare una modella”.

Esattamente questa frase si vuole scardinare. Non perché si ha qualche chilogrammo in più, si è sbagliati o non idonei. Consideriamo inoltre che la popolazione maschile è più interessata a sfilate con donne curvy che giovani estremamente magre… e questo la dice lunga!

Continua nella sua intervista la modella curvy:

“Ognuno di noi è stato creato esattamente nel modo migliore per se stesso. […]La bellezza non è unica, ma versatile e infinita. E io voglio esserne il portavoce.”

Far comprendere a tutti queste parole, queste realtà non è facile, anzi! Il lavoro da fare dovrebbero prenderlo in carico prima di tutto i media. Da loro dovrebbe partire la sensibilizzazione. Ed il messaggio è molto semplice: la ricerca del bello non è l’astrattismo. A volte il bello è anche con qualche chilo in più

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